Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 16

E’ davvero un’esperienza di guarigione scoprire che procediamo inconsapevolmente nella direzione giusta mentre facciamo tante cose che non lasciano ancora trasparire il senso che esse racchiudono e che quindi, alla nostra mente, sembrano sbagliate. E’ un’ipotesi psicospirituale che supera tutti i nostri pregiudizi. Ciò che ci fa considerare inadeguato il modo in cui ci comportiamo è la nostra morale culturale: se mi sento diverso dalla cultura in cui vivo non posso evitare di sentirmi sbagliato.

La nostra “consegna di nascita” trasmessa psicobiologicamente dagli ascendenti, viene prima donata e poi contrastata dall’ambiente di origine. E’ come se un genitore avesse bisogno di crearci geneticamente loquaci e poi dopo la nascita ci dicesse di stare zitti e di non disturbare. Questo paradosso è alla base dei conflitti. Esso si spiega con la scissione tra cuore e mente, si determina con la difficoltà ad integrare pensieri ed emozioni, si sviluppa sulla base della difficoltà ad integrare i vari aspetti del proprio Sé. Cosa possiamo fare per favorire la ricerca ed il contatto col nostro vero Sé?

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Straniero tra la folla - Cap. 17

L’aspetto spirituale, se confuso con quello religioso che invece si riferisce agli aspetti teologici, non è sempre in sintonia con quello psicologico. La teologia è per l’uomo e non il contrario. Diventa quindi difficile maturare una propria identità stabile e definita quando non sappiamo riconoscere la provenienza dei diversi vissuti che emergono alla nostra coscienza individuale. La domanda potrebbe essere: ciò che provo mi arriva dalla famiglia e la sua cultura, dalla società e la sua cultura, dal mio intimo profondo?

La psicospiritualità coglie l’esigenza d’integrazione dei diversi  aspetti del proprio Sé. Un comportamento diventa adeguato quando la cultura del luogo lo approva, anche se quel comportamento determina in alcuni individui di quel luogo un senso di grande disagio. Ne deriva che la manifestazione del proprio essere unico e personale richiede una particolare amorevolezza, ovvero una speciale capacità di accogliere la fragilità umana in tutti i suoi aspetti.

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Straniero tra la folla - Cap. 19

Riprendendo il concetto già espresso nel precedente capitolo, la psicospiritualità si occupa della cura dell’individuo nella sua preziosa dimensione relazionale. L’amore implica una scelta libera e non può e non deve essere una rinuncia al nostro sentire. Una guida quindi dovrebbe prima di tutto favorire l’ascolto.

Vediamo insieme alcuni stereotipi fra i tanti possibili. 1 - Un terapeuta psicospirituale propone di esplorare consapevolmente perché più in fondo di tutto trovi il tuo vero Sé. 2 - Un terapeuta laico propone di esplorare liberamente perché Dio non ci riguarda. 3 - Un sacerdote amorevole propone di esplorare senza paura perché Dio è misericordia infinita. 4 - Un sacerdote moralista propone di non esplorare ma di fidarsi perché la verità la trovi negli insegnamenti. Sono solo quattro esempi delle infinite vie possibili e non saprei dire quale via fra le innumerevoli  esistenti possa essere la migliore. Penso invece che ciascuno ha il dovere di trovare la sua via, quella che è più adatta per lui. In quale ti ritrovi di più?

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Straniero tra la folla - Cap. 18

La psicospiritualità si occupa della cura dell’individuo nella sua preziosa dimensione relazionale. Quando due persone si respingono si dovrebbero chiedere: il mio rifiuto è autentico e profondo? E’ funzionale alla mia psicologia? E’ entrambe le cose? L’ipotesi psicospirituale è che un rifiuto è sempre psicologico e quindi può essere autentico e profondo solo fino ad un certo punto. Nella realtà concreta però diventa, di fatto, profondo e autentico, perlomeno  nella misura in cui noi viviamo comunque nel nostro condizionamento psicologico.

Il vero Sé è un luogo dove mente, corpo e spirito si incontrano. E’ quindi un sé psicologico integrato. Nel vero Sé siamo quindi in grado di vivere la nostra psicologia in contatto con la percezione autentica del nostro essere con tutti i suoi bisogni essenziali.  Sono percezioni brevi, sfuggenti, ma che possono pian piano aprire la nostra prigione mentale per un graduale cambiamento psicologico. Sono i momenti di contemplazione che si verificano spontaneamente nella vita e che sono favoriti dalla pratica della meditazione.

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Straniero tra la folla - Cap. 2

Partendo dai presupposti descritti nel precedente capitolo, i terapeuti che sono disponibili ad un sincero ascolto di se stessi evolvono in un progressivo cambiamento del loro approccio, arrivando pian piano a normalizzare il loro modo di lavorare. Intendo dire, a fare diventare sempre più normali le relazioni con i loro pazienti, senza per questo diminuire di efficacia e di professionalità. Al contrario, acquisiscono un plus valore rispetto alla possibilità di fornire un modo autentico di rapportarsi con la vita.

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