Movimento Psicospirituale
 
Straniero tra la folla - Cap. 20
 
La fede è la fiducia nelle persone e nella vita. In termini spirituali si basa sulla fiducia in un Dio amorevole. In termini religiosi si fonda sulla fiducia nella Chiesa. In termini psicospirituali si sviluppa e cresce con l’intuizione e come dono affiancata all’esperienza. Tutto dipende quindi dalla nostra visione: ne deriva che abbiamo da prenderci cura della nostra visione della vita piuttosto che subirla passivamente come se non fosse nostra. La nostra psicologia è strettamente connessa con la nostra spiritualità. La questione quindi da psicologica o religiosa diventa quindi sempre psicospirituale.
 
E' un'ipotesi in cui crediamo molto, per questo motivo continuiamo umilmente, ma con fermezza e determinazione, a parlarne in tutti i modo possibili. Non è il parlarne però che potrà modificare le cose, ma l’esperienza individuale che ciascuno può liberamente fare, se lo desidera. L’impegno per la meditazione o per il lavoro psicologico è un impegno che uno prende con se stesso e per se stesso, solo dopo può essere messo al servizio degli altri.

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Straniero tra la folla - Cap. 21

Libertà e sogno non sono in contrasto con concretezza e responsabilità: mettere un limite all’esplorazione e impedire l’esperienza soggettiva mediante il controllo delle menti, secondo il nostro punto di vista, è un pregiudizio che limita la crescita interiore delle persone.

Nelle quattro tipologie descritte nel cap. 19, il  terapeuta psicospirituale che accompagna al vero Sé e il sacerdote amorevole che accompagna alla scoperta della misericordia di Dio, sono le due figure che possono dialogare più costruttivamente. La frequenza maggiore però probabilmente la troviamo rappresentata da terapeuti laici che favoriscono l’esplorazione escludendo la spiritualità e da sacerdoti moralisti che invitano a non esplorare ma a fidarsi degli insegnamenti. Ed è per questo che il dialogo sul tema psicospirituale tarda ad iniziare. Si rimane purtroppo su posizioni contrapposte.

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Straniero tra la folla - Cap. 23

Come uno straniero tra la folla, osservo e cammino, ascolto e sento. Tutto è possibile ed anche il contrario, siamo noi che valutiamo e facciamo una scelta. Sei tu che conduci la tua vita, sono io che mi ascolto per sapere come mi sento con te. Sono io che faccio le mie scelte, sei tu che valuti come ti senti con me. Il gioco delle relazioni continua all’infinito ed è l’essenza del nostro esistere, tutto ruota intorno al nostro modo di percepire noi stessi e l’altro nelle relazioni. Tutto si compie o fallisce sulla base della mia appartenenza o la mia separazione da un sistema relazionale.

Secondo il modello Sistemico Relazionale il disagio personale nasce nel sistema familiare non sufficientemente adeguato allo sviluppo delle potenzialità dei singoli individui e si cura mediante l’analisi dei “triangoli relazionali” presenti in quel sistema. Il triangolo è quindi la cellula fondamentale nel quale si sviluppa la nostra psicologia e di conseguenza anche la nostra psicospiritualità. Del resto ciascun essere umano esiste per l’unione di due persone e porta in sé, per sempre, questo indelebile bisogno: quello di vedere come due persone interagiscono tra loro e come interagiscono in rapporto con sé. Io e te, quindi siamo in tre, perché portiamo nel nostro inconscio questa fondamentale matrice esistenziale: anche quando siamo da soli cerchiamo sempre il come rapportarci in una dimensione triangolare.

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Straniero tra la folla - Cap. 22

Assumere un ruolo, perdere un ruolo, assumere un’identità, perdere un’identità, cercare di essere migliori, essere visti come peggiori, tutto ruota intorno ad un’idea superficiale piuttosto che ad una condizione profonda. Questo perché la condizione interiore profonda è quella che ci riguarda da vicino, mentre le identità ed i ruoli sono manifestazioni  temporanee del nostro essere. Non che le forme non siano importanti, ma non sempre esprimono in modo autentico chi siamo veramente.

Secondo la teoria della Gestalt, per comprendere il mondo circostante si tende a identificarvi forme: buona forma, prossimità, somiglianza, buona continuità, destino comune, figura-sfondo, movimento indotto, pregnanza. La materia che si condensa e forma un essere vivente deve assumere una “forma” per esistere, lo stesso la nostra psiche. Però dobbiamo stare attenti, perché è come acquistare un’auto per fare un viaggio: quello che conta è il viaggio e non il tipo di macchina. Il viaggio della nostra vita, in quale forma abbiamo la possibilità di farlo ed abbiamo deciso di farlo?

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Straniero tra la folla - Cap. 24

Festeggio il mio compleanno. E’ quello che accade a tutti ogni anno, non il festeggiarlo, ma che arrivi inesorabile questa data. Alcuni la vivono con gioia, altri con disagio: dipende dal senso che diamo alla nostra vita che cammina in avanti e non si volta indietro. Se potessimo tornare indietro forse sapremmo cosa fare in tutti i momenti cruciali della nostra esistenza, ma, proviamo a chiederci,  il risultato sarebbe altrettanto bello come quello che abbiamo adesso? Siamo consapevoli della meraviglia che è essere vivi?

Mai desiderare di avere un’altra vita, anche se la nostra sembra difficile. Perché è proprio nell’affrontare la nostra difficoltà che esiste il senso per noi. Il nostro cammino è il nostro, quello che ci mette in crescita, non quello che pensiamo sarebbe meglio per noi. Mai credere che il momento fortunato di un’altra persona possa essere la causa della nostra sofferenza, dobbiamo stare attenti a non lasciarci andare all’invidia. Non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che chi sembra più fortunato di noi non abbia la sua difficile prova di vita, come me e come te: anche l’altro ha sempre la sua difficoltà nell’esistere. Perché cercare di toglierli il suo unico bene? Perché sperare che inciampi e che cada?

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Siamo un gruppo di professionisti e di volontari

uniti in una RETE di relazioni d'aiuto che integrano

le loro competenze per un comune intento:

la crescita interiore delle persone.

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