Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 25

Il terapeuta, nel suo normale lavoro, si addentra nel mistero grande che è la psiche umana. Se parliamo dell’uomo non esiste niente che non sia anche psichico, ovvero che non riguardi sua la visione soggettiva della realtà. La materia si sarebbe aggregata nei millenni per realizzare un concreto funzionamento vitale e l’uomo rappresenterebbe  quindi il risultato visibile dell’azione di questa matrice invisibile nella materia. Potremmo quindi affermare che la visibilità di questa matrice è rappresentata dall’uomo stesso.

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Straniero tra la folla - Cap. 26

I mestieri che sono collegati con le relazioni d’aiuto sono difficili perché richiedono il corretto riconoscimento dei bisogni profondi della persona. In realtà tutti i mestieri implicano relazione e quindi il discorso può essere esteso a tutte le attività umane, ma se siamo chiamati ad operare in modo diretto nelle relazioni d’aiuto alle persone il discorso diventa sicuramente più delicato. Più passa il tempo e si cresce e più si diventa naturalmente sensibili: diventiamo sempre più capaci di riconoscere i nodi non risolti che continuano a procurarci dolore, nonostante il tempo nasconda le ferite dal campo della nostra coscienza.

I terapeuti sicuramente corrispondono alla categoria delle persone sottoposte ad un grande prova, ovvero avere a che fare con le aspettative d’amore incondizionato delle persone. Se è vero che normalmente le persone non si rivolgono da un terapeuta con l’aspettativa cosciente di trovare il loro amore nelle relazioni umane, è altrettanto vero che questo bisogno preme inconsapevolmente nelle loro vite e può emergere come bisogno sospeso nella relazione terapeutica.

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Straniero tra la folla - Cap. 28

L’amore, per potersi manifestare, deve superare l’ostacolo della nostra personalità che filtra e condiziona gli aneliti del nostro essere. Vorremmo amare ed essere amati e invece ci ritroviamo continuamente, inesorabilmente, soprattutto inaspettatamente, a ricadere nelle stesse dinamiche psicologiche di dolore collegate con le dinamiche relazionali. Con la struttura di personalità reagiamo automaticamente sulla base delle nostre ferite non risolte. Anziché scegliere liberamente il nostro comportamento, agiamo istintivamente e commettiamo azioni conflittuali e contrarie al nostro bisogno.

Lavorare su se stessi in psicoterapia, nella misura in cui pacifica il nostro stato d’animo e offre la possibilità di diventare consapevoli dell’origine delle nostre reazioni, ci consente una maggiore elasticità del nostro comportamento e questo consente un maggior benessere.  La dimensione spirituale, che ci invita all’amore, si affianca efficacemente alla psicoterapia per favorire l’evoluzione del processo di maturazione. Il nostro essere è imprigionato in un corpo ed una mente che consentono la sua espressione solo in modo condizionato. Non sempre le conoscenze teoriche di tipo teologico rendono possibile il nostro cammino. L’integrazione tra psicoterapia e spiritualità favorisce la possibilità di liberare il nostro essere dalle strette maglie della nostra struttura psicologica.

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Straniero tra la folla - Cap. 27

L’amore è il tema centrale della psicospiritualità. Parlare d’amore non equivale a viverlo: capire cosa sia l’amore è possibile solo facendone esperienza, perché l’amore non può essere spiegato. E’ per questo che siamo nati e viviamo, per metterci alla ricerca e trovare il nostro amore, anche se questo non appare evidente e la vita sembra orientata in tutt’altra direzione. Fare esperienza di vita, procedere per prove ed errori può avere un senso se è collegato alla scoperta del nostro amore. Ricerca e scoperta sono quindi due termini chiave del cammino umano di crescita interiore psicospirituale.

La meraviglia di questa fondamentale scoperta nella vita arriva in modo spontaneo ed inaspettato, tanto che potremmo affermare che è l’amore che trova noi e non noi che troviamo l’amore. Chi intuisce cosa sia l’amore non può fare a meno di cambiare la propria vita ed orientarsi sempre di più in quella direzione. Chi intuisce l’amore non può smettere di ricercare questa esperienza interiore a costo di viverlo in maniera unilaterale. L’amore quindi è fondamentalmente un atto disperato in quanto la reciprocità dell’amore non è sempre a portata di mano. L’amore ci chiama singolarmente e ci invita ad una nuova dimensione di vita.

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Straniero tra la folla - Cap. 29

Cesare (è un nome a caso) è in crisi da anni con la sua seconda moglie con la quale ha avuto una figlia, così come una figlia era nata anche dal primo matrimonio prima che entrasse in crisi. Non si può dire che non abbia tentato di trovare il suo amore. Essendo già avanti negli anni non si sente di iniziare una nuova relazione ma nemmeno di rimanere da solo. La tensione emotiva è diventata estrema e questo contribuisce a peggiorare la sua attuale relazione di coppia. Non si ascolta e non riesce a spiegare il suo malessere. Lamenta di non sentire la complicità affettiva nella sua attuale relazione e sente con disperazione di non essere riuscito a “fare la sua vita”. Potremmo dire non è riuscito a “trovare il suo amore”.

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