I valori presentati nel cammino psico-spirituale li possiamo ritrovare in altre fedi religiose o ideologie, ma in questa esperienza si fa esplicito riferimento al Cristo Gesù ed al suo insegnamento, così come la Chiesa cattolica l’ha tramandato a tutti noi fino ad oggi. Non invano il Cristo ci assicura che lo Spirito porta alla verità tutta intera. Chi ha risposto all’invito di abbandonare il cammino di morte e si mette in strada verso la vita è guidato, fortificato, rassicurato giorno dopo giorno.

L’amore incondizionato non è dell’uomo, ma l’uomo può scoprire nella sua esperienza di vita terrena cosa sia l’amore e viverlo in prima persona, a partire dal rapporto col Padre Celeste e per mezzo di suo figlio Gesù, o per intuizione spirituale spontanea. L’uomo è quindi capace di amare incondizionatamente come dono di Dio quando si mette in contatto con se stesso nel profondo, superando le paure della scoperta di Sé. L’amore è la conseguenza della consapevolezza del nostro limite dovuto alla condizione umana, al quale non può essere posto rimedio. L’amore è l’esperienza che, nonostante tutti i nostri limiti, noi siamo desiderati, voluti, accolti, accettati, riconosciuti, messi nelle condizioni di dare piena realizzazione alla nostra vita, nonostante le nostre mancanze e i nostri peccati. Essi ci sono perdonati unicamente perché, riconoscendo di essere creature, noi ci abbandoniamo con fede. Solo chi è consapevole del proprio limite e nonostante ciò sa di essere accolto come creatura può vivere l’esperienza dell’amore che si manifesta in tutto il proprio essere corporale e spirituale.

 

Voglio approfondire meglio alcuni concetti che ritengo essenziali nello spiegare il modello psicospirituale.

1. Il cammino psicospirituale comporta una scoperta dentro di sé che avviene in modo spontaneo. E' un contatto tra la propria psiche (la propria coscienza) e l'anima. Questa esperienza può essere vissuta e condivisa, ma non può essere dimostrata. Non la possiamo controllare con una spiegazione che poi ci consente di "somministrarla", come fosse un farmaco, una pillola da dare in modo meccanico che prescinde dalla volontà del cammino della persona. E' la persona che compie un'esperienza dal di dentro, perché volontariamente decide liberamente di andare, perché riceve il dono di poterci andare. Una persona potrebbe decidere di andare in questa esperienza e non riuscirci, perché non si trova ancora nelle condizioni adatte, oppure una persona potrebbe anche trovarsi nelle condizioni adatte ma non ci vuole andare. Il terapeuta che decide di usare il modello psicospirituale partendo dall'uso di tutte le strategie e tecniche terapeutiche e comunicative già conosciute, già codificate, accetta di fare un cammino che ha come finalità la ricerca della scoperta di un senso profondo dell’esistere, non della vita in generale, ma del senso profondo del “proprio esistere” per quella persona, sulla base di una consapevolezza profonda di ciò che quella persona è quando si mette in contatto con una dimensione spirituale. Non è soltanto psichica, ma è una esperienza psichica, completamente psichica, cioè viene vissuta coscientemente come qualsiasi altra esperienza di vita, descrivibile, condivisibile. Quindi è una esperienza che può essere favorita dal cammino psicospirituale ma che poi scaturisce in modo spontaneo e libero.

 

2. L’esperienza del cammino psicospirituale si avvale della parte spirituale, che è una parte che normalmente non è necessariamente prevista in un cammino psicoterapeutico. Quando diciamo psicospirituale ci riferiamo a quella dimensione dell’uomo, che non è soltanto corpo ma anche spirito, e che in qualche modo viene accarezzata anche da tanti movimenti oggi esistenti, pensiamo per esempio alla New Age, alla Mindfullness, al Training Autogeno, le varie tecniche di rilassamento, che sono utili per favorire una maggiore consapevolezza psicofisica, che sicuramente sono utili in quanto preparano l’uomo, lo mettono maggiormente in contatto con una dimensione interiore che potremmo chiamare in senso lato come spirituali, come capaci di accarezzare una dimensione psicospirituale, ma all’interno del nostro modello noi per spirituale intendiamo la reale presenza dello Spirito d’amore che parla a tutti gli uomini disponibili alla Sua presenza indistintamente e che noi riferiamo all’esperienza del Cristo Gesù. Quindi lo inseriamo nell’esperienza Cristiana, della Chiesa, ma che ci consente, come faceva il Cristo stesso, di dialogare con qualsiasi persona, di qualsiasi ideologia. Ci può essere una persona che ha identificato in un altro nome una valenza spirituale significativa e valida, e con la quale noi rispettosamente ci mettiamo in un dialogo, ma noi abbiamo fatto questa esperienza di vicinanza col Cristo Gesù, e da questa esperienza partiamo.

 

3. Anche stando sulla dimensione strettamente psicologica, noi sappiamo che a volte la unicità della persona, la unicità di quel bambino che arriva in quella famiglia e che non viene capito, perché va oltre le capacità di sintesi emotiva e cognitiva dei genitori e dei fratelli e degli altri familiari, portano purtroppo ad una soppressione della manifestazione della unicità della persona. La persona è veramente unica, ci può essere qualcosa di quella persona che non è inizialmente di facile comprensione e dobbiamo essere in grado di accogliere e rispettare la sua unicità, nonostante la difficoltà e il disagio che questo ci procura. Anche quello che diceva Gesù Cristo era unico e difficile da capire e da credere, e l’umanità non ha avuto la forza di attendere con pazienza che Lui potesse dare compimento alla sua opera secondo il Suo modo e la Sua proposta, ed è stato soppresso, torturato, crocifisso e ucciso. Questo genere di tortura e di crocifissione avviene infinite volte nel mondo, nelle famiglie, all’interno delle case, nei posti di lavoro, nei gruppi umani della società, ed è conseguenza essenzialmente della difficoltà ad accogliere umanamente quella unicità. Questa è la dimensione psicospirituale, ovvero costruire un modello e una visione incentrata sull’uomo come entità fisica, psicologica e spirituale, e non finalizzata ai soli interessi umani, del mondo della terra, della convenienza, del commercio, o delle necessità organizzative dei sistemi, ma che sia capace di una umile ed amorevole accoglienza della unicità umana per il bene della persona e il bene dell’umanità tutta intera.

 

4. Il centro di tutto il lavoro psicospirituale è una ricerca del senso della vita di quella persona. Ciascuno di noi ha fra i tanti bisogni un bisogno fondamentale, che è la ricerca del senso che ha per sé la sua propria vita in questo sistema umano. Questa ricerca di senso non la possiamo trovare soltanto a livello mentale, negli schemi cognitivi, nelle convinzioni, nella struttura psichica, ma la troviamo nel cuore, nell’anima, nella profondità dell’essere, nella scoperta della consapevolezza profonda del proprio esistere, della propria essenza. E’ qualcosa che è direttamente in contatto con la consapevolezza dello Spirito d’amore che ci indica una realtà infinitamente bella e ricca che possiamo chiamare il Regno di Dio, che è un’altra dimensione rispetto a quella terrena, con la quale ciascuno di noi come essere umano incarnato può rimanere in contatto anche immerso in questa dimensione terrena, in quanto bisognoso di portare avanti il proprio piano di vita, sulla base della consapevolezza che arriva dal profondo, e che non è sempre collegata con le logiche terrene. Quindi il modello psicospirituale aiuta l’uomo a trovare se stesso, inserito in una realtà d’amore, e lo aiuta a superare le difficoltà che nascono dal conciliare il suo esistere con la realtà già strutturata della terra, che ha delle altre logiche.

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