Stefano Benemeglio

DISCIPLINE ANALOGICHE
Un nuovo paradigma

a cura di Enrico Loria
Secondo le intuizioni di Stefano Benemeglio, padre delle discipline analogiche, partendo dall'osservazione dei fenomeni, ovvero esplorando il comportamento umano in modo scientifico, i maschi che dopo la nascita hanno percepito carente l’accudimento genitoriale diventano conflittuali materni e sviluppano la distonia dell’avere; i maschi che hanno percepito come eccessivo l’accudimento genitoriale diventano conflittuali paterni e sviluppano la distonia dell’essere. Le femmine che hanno percepito come carente l’accudimento genitoriale diventano conflittuali paterne e sviluppano la distonia dell’avere; le femmine che hanno percepito come eccessivo l’accudimento genitoriale diventano conflittuali materne e sviluppano la distonia dell’essere.
Questi risultati derivano dall’utilizzo sperimentale e clinico dei simboli archetipici ASTA, CERCHIO, TRIANGOLO, che vengono somministrati per valutare la reazione dell’individuo mediante il codice del SI e del NO. Partendo dalle osservazioni, ricaviamo quindi la dinamica energetica e psicologica (emotiva e comportamentale) della persona.
Dal mio punto di vista, saremmo di fronte ad un nuovo paradigma che si inserisce nel panorama di quelli esistenti e già riconosciuti dal mondo scientifico.
Il paradigma sarebbe costituito dall’ipotesi che, nel funzionamento della personalità, un elemento basilare sarebbe costituito, in maniera filogeneticamente preordinata, dal bisogno essenziale della complementarietà relazionale sulla base della identità maschile o femminile. E qui per identità maschile e femminile non intendiamo la identità percepita e vissuta dall’individuo dopo la maturità sessuale, non parliamo quindi della sessualità, ma parliamo degli archetipi maschile e femminile (con tutte le loro caratteristiche) che determinerebbero la reazione ed il pathos esistenziali sui quali si struttura poi la personalità.
Secondo questa ipotesi, saremmo arrivati ad una ulteriore elaborazione della teoria dell’attaccamento e delle acquisizioni già elaborate da John Bowlby, che avevano già evidenziato come l’affetto relazionale sia più importante del nutrimento. L’ulteriore sviluppo sarebbe costituito dalla intuizione che il bisogno essenziale dell’uomo si riferisce al bisogno ancestrale di complementarietà con l’altro genere per cui, prima ancora che si sia sviluppata nel neonato la capacità di capire da chi arrivi l’accudimento, nei suoi programmi genetici esisterebbe già la tensione verso l’altro sulla base dell'identità sessuale.
E’ una meraviglia addentrarsi dentro questa ipotesi che, osservata anche dal punto di vista psicospirituale, senza volere fare eccessive speculazioni ulteriori nel rispetto dei dati sperimentali già acquisiti, ma soprattutto nel rispetto del lavoro compiuto da Stefano Benemeglio e dal suo staff, sarebbe una splendida conferma che l’uomo va osservato nella sua identità e nel suo valore, non solo nelle manifestazioni psicobiologiche relative alla identità sessuale, ma soprattutto in base alla sua identità archetipica maschile e femminile.
Maschio e Femmina Dio li creò, e maschio e femmina diventano quindi, da questo punto di vista, non più solo le identità sessuate, ma le identità archetipiche della persona che sottendono poi ai vissuti individuali e soprattutto alle dinamiche relazionali, sulle quali, nonostante tutto, ancora oggi, abbiamo ancora davvero tanto da capire e da dire.   
Con affetto.
Enrico Loria

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