Donatella Crisafulli

Donatella Crisafulli Presidente di PoiesiSolidale

L’iniziativa nasce nel “Centro Poiesis” per favorire le sue attività, tutte finalizzate alla relazione di aiuto alla persona, per la crescita sociale, psicologica e spirituale mediante il valore della solidarietà, al fine di arrecare beneficio diretto a favore di persone svantaggiate in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.


La solidarietà è un valore che origina e si esprime partendo dalla consapevolezza del senso della propria vita, e si realizza in modo autentico quando il bisogno profondo della persona coincide con la necessità di essere sensibili alle difficoltà umane del prossimo. Per essere solidali in modo autentico bisogna aver superato la tendenza naturale degli individui ad instaurare “relazioni strumentali”, ovvero attivarsi ed interagire sulla base del proprio interesse personale. Anche la gestione delle risorse economiche deve partire dalla consapevolezza che tutto ciò che si possiede è un dono, e che ciascuno può quindi scegliere di diventare come un “amministratore della provvidenza”, ovvero mettere a disposizione della comunità umana le risorse che la vita ha fornito per compiere il cammino esistenziale. Non poniamo barriere ideologiche al nostro operare sulla quantità delle risorse materiali, perché l'uomo ricco non è chi possiede molti soldi, ma colui che cerca di coprire il disagio esistenziale con i beni materiali, a prescindere da quanti ne possiede, e l'uomo povero non è colui che non ha risorse materiali, ma colui che si abbandona alla relazione con gli altri senza preoccuparsi di quanto gli convenga. Con “poiesiSolidale” scegliamo quindi di compiere il cammino per diventare “poveri di spirito”, ovvero per quanto possibile abbandonare la preoccupazione per la sopravvivenza materiale, e coltivare il dono della sensibilità nelle relazioni
L’Associazione Poiesisolidale può organizzare eventi di qualsiasi tipo, finalizzati alla raccolta fondi, purché gli eventi non siano in contrasto con i valori umani portati avanti dalla associazione, e promuovano i talenti individuali al servizio di tutti.
L’associazione può condurre un centro di ascolto, come momento di prima accoglienza del bisogno consapevole o inconsapevole di crescita personale, con lo scopo di avviare la persona verso un cammino adatto alle sue personali caratteristiche.
L’associazione può organizzare e sostenere un centro di accoglienza, qui definito come “casa poiesisolidale”, ovvero una abitazione adatta alla realizzazione di momenti comunitari, occasionali o sistematici, o la coabitazione occasionale o periodica di alcuni soci, che organizzano nella “casa poiesisolidale” attività di solidarietà rivolte sia ai soci, sia alle persone esterne invitate dalla associazione, con lo scopo di favorire la socializzazione solidale.
Il sostegno e l’educazione alla solidarietà viene rivolto con particolare attenzione anche alla collaborazione con l’Associazione Istituto Sales, alla quale si chiede di contribuire con il suo operato alla crescita interiore delle persone. Tale collaborazione viene condotta nel rispetto delle finalità e scopi dell’Istituto Sales, secondo il proprio statuto e la propria organizzazione interna.


- Cari amici, nel tentativo di amare l'altro incontro la mia umanità limitata. Chi è il mio prossimo? Cos'è un vero sentimento di compassione?
Sono domande a cui è difficile rispondere...
Colpisce nel profondo vedere un uomo derubato di tutto ciò che ha, e picchiato da più persone per vincere il suo normale istinto di difendersi.
Colpisce vedere che degli uomini possono essere capaci, anche inconsapevolmente, di una tale triste esperienza.
Arrivare a non avere più forze perché sopraffatti dalle difficoltà della vita e dalla cattiveria umana è una esperienza che tutti noi prima o poi ci troviamo a fare.
Non è ancora la morte, ma è la sua anticamera, perché anche la morte ha la stessa matrice: la mancanza di amore.
Il mio prossimo è colui che incontro nella sua umanità sofferente.
Siamo capaci di essere moribondi che camminano, in piedi nonostante tutto.
Siamo capaci di nascondere il nostro dolore più profondo, perché su questa terra sembra non esserci uno spazio adeguato per la resa.
Ma a cosa dovrei arrendermi? Dovrei arrendermi alla speranza, che è più forte dell'evidenza.
Dovrei arrendermi dal nascondere la paura di vivere, la disperazione della solitudine, il dolore della povertà.
Arrendermi significa accettare la mia infinita tristezza per la mancanza di amore, e mostrarmi all'umanità senza la vergogna dei miei sentimenti.
Perché intorno a me chi mi osserva aspetta di incontrarmi, per conoscermi.
Amare il prossimo è osservare ciò che accade intorno a me, per vedere. Nel vedere, come posso far finta di nulla?

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Chi siamo?

Siamo un gruppo di professionisti e di volontari

uniti in una RETE di relazioni d'aiuto che integrano

le loro competenze per un comune intento:

la crescita interiore delle persone.

Contatti

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