Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 7

Cosa fare della nostra vita malandata, come trovare un senso quando viene frustrato il bisogno essenziale d’amore? Ascoltando le persone sofferenti per la delusione delle aspettativa nelle relazioni, non  solo in quelle di coppia, appare evidente come le parti in conflitto siano ancora in una relazione, pur ostile. Parlano del loro dolore e ancora trasmettono il desiderio di un soddisfacimento dei bisogni persi. L'aspetto triste consiste nel fatto che quella dinamica non può essere utile al raggiungimento del bisogno sospeso.

Non essendoci una verità più dimostrabile di un'altra, diventa grande il senso di frustrazione nel vedere che l'altro coinvolto nella relazione conflittuale non risponde al desidero di riconoscimento del proprio punto di vista. È la prova più difficile, quella del riconoscimento della propria unicità. La propria unicità non solo è sconosciuta per l’altro, ma è soprattutto confusa dentro di noi.

Tentare di riconoscere il proprio vero sé tramite l'altro è l'operazione inconscia che mettiamo in atto. Il risultato dipende da quanto la dinamica relazionale evolve secondo modalità di apertura, accoglienza e autentico ascolto, che sono elementi indispensabili. È vero che una relazione può essere capace di favorire i movimenti interiori che ci necessitano per evolvere nella conoscenza di noi stessi. Quanto più uno conosce se stesso tanto più aiuta l’altro nella conoscenza di sé, perché non confonde quello che è suo da quello che è dell'altro.

Ebbene, cosa fare per sostenere un processo di consapevolezza ed eventuale cambiamento? Assumersi la responsabilità di sé e dell'altro richiede innanzitutto una scelta. Arrivare a maturare questa scelta può essere quindi un importante traguardo, nonostante poi sia solo il punto d’inizio.

Come terapeuta mi accorgo che gran parte del lavoro consiste proprio in questo, nel dare alla persona la possibilità di fare un contatto autentico con i propri bisogni e da qui maturare le consapevolezze che gli occorrono per fare le scelte giuste per sé. Avviare un lavoro terapeutico e poi proseguirlo senza aver ottenuto una sufficiente capacità di ascolto di se stessi significa fuorviare le persone, fagli fare dei cammini inutili, addirittura accompagnarli a commettere quegli errori tragici che, a volte, hanno un punto di non ritorno. Anche se, per fortuna, esiste sempre una via nuova possibile a nostra portata di mano, speriamo senza troppi danni alle spalle.

Il nostro bisogno essenziale d’amore, più importante degli aspetti materiali, più importante del potere e del prestigio, più importante di tutto. Il nostro bisogno essenziale d’amore potrebbe essere lo scopo del nostro vivere, il motivo della nostra nascita. Il modello psicospirituale non annulla tutte le normali tecniche e strategie terapeutiche, semplicemente le integra con i valori essenziali che riguardano quella persona nella sua unicità.

La nostra vita malandata, una vita andata male, andata diversamente da come avremmo pensato, da come avremmo voluto, che nonostante tutto conserva intatto il suo prezioso valore. Inserire nel processo di crescita interiore, che chiamiamo psicoterapia, la consapevolezza che nel “nostro vero Sé” tutto è ancora in gioco, tutto è ancora possibile rispetto al valore ultimo che desideriamo raggiungere, mi sembra che sia davvero una bella prospettiva. Ti può interessare?

Un abbraccio

Enrico Loria

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