Straniero tra la follaMovimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 13

Un nuovo giorno inizia, un nuovo tempo, una nuova opportunità. Dentro questa vita c’è una speranza che non ha fine: è la speranza che frantuma l’evidenza di una realtà terrena sempre difficile, dove ancora troppe cose affliggono l’uomo per potersi considerare soddisfatti del risultato ottenuto dall’umanità tutta intera. La gioia esiste, la pace anche, ma esistono solo dentro l’uomo, nell’animo umano. Poi la possiamo condividere, io e te, adesso. Un nuovo tempo è sempre a nostra disposizione. Solo così possiamo accorgerci della bellezza del creato.

Inizia il mio quotidiano che parte da questo contatto profondo al quale non posso più mancare. Il mio profondo quotidiano attraversa il tempo e lo spazio. E’ profondo dentro di me, è profondo anche nella realtà, perché non c’è nulla del presente che sia privo di grande valore. Un quotidiano di grande valore attende ciascuno di noi, senza eccezioni, perché nessun uomo è inutile. Perdere il valore del quotidiano è l’essenza dell’angoscia dell’uomo, perché un uomo che non è in contatto con il suo valore ed il valore della sua vita è un uomo in crisi.

Margherita (è un nome a caso) ha poco entusiasmo nel chiedere aiuto al centro al quale ricorre oramai principalmente per eventuali pratiche burocratiche. Effettua occasionali incontri per una verifica della terapia. Vorrebbe soprattutto per fare il punto della sua situazione personale sulla base della sua unicità.

Quello che fa la differenza nel dare adeguata assistenza non sono solo le risorse economiche, non sono solo il numero degli operatori, me è soprattutto la visione del problema e l’organizzazione dei servizi. Capire cosa possa mettere un uomo nella sua crisi è essenziale, sapere di cosa abbia bisogno per uscire da quella crisi nel modo corretto è fondamentale. Sembrano contare soprattutto gli aspetti aziendali, il budget oggi è al centro di tutto, senza pensare che è proprio con una corretta organizzazione della vita che si affrontano gli aspetti economici e materiali e non il contrario.

Sembra invece che risolvendo il problema della disponibilità delle risorse materiali l’uomo diventi di colpo felice e realizzato. Niente di più falso! A volte le persone si suicidano dopo che hanno raggiunto un benessere materiale. Il donare aiuto materiale è un segno d’amore e non può e non deve essere fatto diversamente. Prima di tutto quindi l’amore, un amore col quale mi fermo con te per capire quale sia il mio ed il tuo bisogno nella nostra relazione. Perché tutte le relazioni sono spirituali.

Ciò che unisce due persone che interagiscono con i loro corpi materiali è lo spirito che le anima e che le muove. L’essenza della persona interagisce e percepisce. L’essere si manifesta nel movimento e nell’azione, nonostante quel movimento e quell’azione essenziale siano filtrati dalla struttura mentale di quella persona. Il groviglio della confusione interiore lascia comunque intravvedere qualcosa di essenziale pur in modo grandemente offuscato. Diventiamone consapevoli, è urgente riconoscere e capire questa verità.

La psicospiritualità ha la pretesa di integrare l’intervento sociale e sanitario con i bisogni essenziali dell’uomo. Non può esserci scollegamento tra questi aspetti. Pensiamo quindi insieme ad un cambiamento radicale della nostra modalità di agire come terapeuti sul nostro modo di fornire assistenza.

Un abbraccio
Enrico Loria

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