Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 16

E’ davvero un’esperienza di guarigione scoprire che procediamo inconsapevolmente nella direzione giusta mentre facciamo tante cose che non lasciano ancora trasparire il senso che esse racchiudono e che quindi, alla nostra mente, sembrano sbagliate. E’ un’ipotesi psicospirituale che supera tutti i nostri pregiudizi. Ciò che ci fa considerare inadeguato il modo in cui ci comportiamo è la nostra morale culturale: se mi sento diverso dalla cultura in cui vivo non posso evitare di sentirmi sbagliato.

La nostra “consegna di nascita” trasmessa psicobiologicamente dagli ascendenti, viene prima donata e poi contrastata dall’ambiente di origine. E’ come se un genitore avesse bisogno di crearci geneticamente loquaci e poi dopo la nascita ci dicesse di stare zitti e di non disturbare. Questo paradosso è alla base dei conflitti. Esso si spiega con la scissione tra cuore e mente, si determina con la difficoltà ad integrare pensieri ed emozioni, si sviluppa sulla base della difficoltà ad integrare i vari aspetti del proprio Sé. Cosa possiamo fare per favorire la ricerca ed il contatto col nostro vero Sé?

Le tensioni emotive interne e quelle esterne trovano nella psiche il luogo dove avviene l’intervento dei meccanismi di difesa che consentono, provvisoriamente, di andare avanti senza eccessivi turbamenti. Questa capacità psichica dell’uomo non risolve il problema ma lo procrastina fino a quando si creano le situazioni che consentono l’emergere del conflitto alla coscienza: diventa allora prioritario dedicare tutta la nostra attenzione a noi stessi per poter evolvere. Come posso accettare me stesso e l’altro senza sentirmi scisso?

L’aspetto spirituale non è sempre in sintonia con quello psicologico e allora diventa difficile maturare una propria identità stabile e definita. L’aspetto spirituale infatti potrebbe venire erroneamente confuso con quello religioso che invece si riferisce principalmente agli aspetti teologici. Con l’avvento della psicoterapia, gli aspetti teologici non sono più considerati così determinanti sull’organizzazione dei sistemi umani e non sono più così condizionanti nella cultura di un luogo e delle persone.

Il Concilio Vaticano II aveva già ribadito il primato della coscienza individuale, ma sono passati solo una cinquantina d'anni, un tempo relativamente breve rispetto i millenni precedenti nei quali i sistemi umani potevano reggersi solo sul controllo degli individui. Ne deriva che il cambiamento epocale dell’umanità procede con difficoltà: una psicologia non integrata con la spiritualità potrebbe non essere in grado di favorire che il processo di cambiamento venga completato, in quanto si porrebbe in antitesi senza un’integrazione dei vari aspetti del Sé.

In questo processo di cambiamento, la volontà individuale diventa lecita ed opportuna anziché costituire un problema ed un ostacolo, come era fino ad un secolo fa. Sappiamo tutti a quali livelli di prevaricazione e di privazione di libertà siano stati sottoposti tutti coloro che “cantavano fuori dal coro”. E’ raccapricciante leggere nella storia tutte le forme di tortura e prevaricazione inventate dall’uomo per l’uomo.

Ai giorni nostri, perlomeno nel mondo occidentale evoluto, la tortura è praticamente scomparsa e le forme di prevaricazione sono molto sommerse. Rimane vero però che risulta sempre piuttosto difficile accogliere la diversità dell’altro ed amarlo per come è veramente. La psicospiritualità vorrebbe dare il suo umile ma prezioso contributo nel favorire questo processo di cambiamento epocale in atto nella nostra umanità. Se è vero che si sono finalmente create le condizioni adatte, abbiamo il diritto ed il dovere di provarci.

Un abbraccio

Enrico Loria

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