Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 18

La psicospiritualità si occupa della cura dell’individuo nella sua preziosa dimensione relazionale. Quando due persone si respingono si dovrebbero chiedere: il mio rifiuto è autentico e profondo? E’ funzionale alla mia psicologia? E’ entrambe le cose? L’ipotesi psicospirituale è che un rifiuto è sempre psicologico e quindi può essere autentico e profondo solo fino ad un certo punto. Nella realtà concreta però diventa, di fatto, profondo e autentico, perlomeno  nella misura in cui noi viviamo comunque nel nostro condizionamento psicologico.

Il vero Sé è un luogo dove mente, corpo e spirito si incontrano. E’ quindi un sé psicologico integrato. Nel vero Sé siamo quindi in grado di vivere la nostra psicologia in contatto con la percezione autentica del nostro essere con tutti i suoi bisogni essenziali.  Sono percezioni brevi, sfuggenti, ma che possono pian piano aprire la nostra prigione mentale per un graduale cambiamento psicologico. Sono i momenti di contemplazione che si verificano spontaneamente nella vita e che sono favoriti dalla pratica della meditazione.

Il cambiamento profondo che ci chiama nel cammino psicospirituale richiede però la forza ed il coraggio di andare avanti, implica la chiarezza di una scelta di vita, presuppone l’amore alla base del processo di cambiamento e guarigione. L’amore è una esperienza relazionale, sempre. La spiritualità quindi è la dinamica delle relazioni. Confonderla con il moralismo è ciò che ci blocca nel processo di crescita interiore. Se una persona dovesse arrivare veramente a conoscere l’amore autentico potrebbe a quel punto  scrivere molti libri che lo descrivono, ma nessuno dei lettori troverà il proprio amore con questi libri.

L’amore arriva da dentro noi stessi, sgorga spontaneo come un dono incondizionato nel momento della nostra debolezza. Emerge alla coscienza quando accettiamo la nostra fragilità. L’amore è la percezione della presenza di qualcuno che mi conosce e che mi accetta profondamente. L’amore è la scelta che tutto ciò avvenga in conseguenza della consapevolezza che tutto ciò è vero. L’amore presuppone quindi un mio “si” libero e incondizionato.

L’amore quindi implica una scelta libera, che può diventare difficile quando non è sostenuta dai sentimenti, ma non può e non deve essere una rinuncia al nostro sentire. Al contrario, è il nostro sentire che più di tutto ci può guidare, ma ciò che proviamo va compreso ed elaborato. Elaborare nel nostro interiore una complessità così grande ci dona un nuovo “file” di sistema che può essere poi memorizzato e che favorisce quindi ulteriori esperienze evolutive. Non dobbiamo quindi arrenderci con troppa facilità quando le cose non vanno come vorremmo nelle relazioni, non è detto che sia tutto compromesso e che non ci siano più possibilità per noi.

Sono io quindi che non mi accorgo che l’amore arriva. Sono sempre io che posso rifiutare l’amore che arriva. La preghiera può accompagnare l’uomo in questa direzione solo se vissuta come bisogno autentico di ascolto di Sé. La preghiera che ci occorre quindi è soprattutto la preghiera di ascolto che si chiama meditazione. Le domande e le richieste diventano sensate ed utili dopo che abbiamo capito cosa ci occorre, ma dobbiamo accettare i nostri imiti e fare tutto il cammino fin dal principio. Ovvero, dobbiamo partire dal nostro ego, che non è altro che la nostra umanità limitata, ma è pur sempre la nostra umanità.

Un abbraccio

Enrico Loria

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