Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 24

Festeggio il mio compleanno. E’ quello che accade a tutti ogni anno, non il festeggiarlo, ma che arrivi inesorabile questa data. Alcuni la vivono con gioia, altri con disagio: dipende dal senso che diamo alla nostra vita che cammina in avanti e non si volta indietro. Se potessimo tornare indietro forse sapremmo cosa fare in tutti i momenti cruciali della nostra esistenza, ma, proviamo a chiederci,  il risultato sarebbe altrettanto bello come quello che abbiamo adesso? Siamo consapevoli della meraviglia che è essere vivi?

Mai desiderare di avere un’altra vita, anche se la nostra sembra difficile. Perché è proprio nell’affrontare la nostra difficoltà che esiste il senso per noi. Il nostro cammino è il nostro, quello che ci mette in crescita, non quello che pensiamo sarebbe meglio per noi. Mai credere che il momento fortunato di un’altra persona possa essere la causa della nostra sofferenza, dobbiamo stare attenti a non lasciarci andare all’invidia. Non dobbiamo cadere nell’errore di pensare che chi sembra più fortunato di noi non abbia la sua difficile prova di vita, come me e come te: anche l’altro ha sempre la sua difficoltà nell’esistere. Perché cercare di toglierli il suo unico bene? Perché sperare che inciampi e che cada?

Eccomi, sono qui, come te impegnato nel trovare la piena realizzazione della mia vita. Io cerco il senso mediante la visione psicospirituale, ovvero nel cercare un modo che sia compatibile con i miei diversi bisogni che gridano da dentro e da fuori: la sintesi che io posso e riesco a fare è il mio senso. Ciò che grida dentro è importante quanto ciò che mi arriva da fuori e che mi tocca e mi coinvolge. Tutto rischia di diventare però complicato e fuorviante se non sono in grado di fare una sintesi e delle scelte di vita.

Secondo il modello Psicospirituale il disagio dell’uomo dipende dalla distrazione dal proprio Vero Sé. Quando perdo di vista il mio centro interiore non posso misurare la vita: non sono in grado quindi di valutarla secondo il mio personale talento. Valuto la mia vita con ragionamenti teorici che non parlano del mio bisogno di compiere ciò per cui sono nato. Viene da chiedersi, perché dovremmo dare una cosi grande importanza alla nostra vita, quella di ciascuno di noi, ponendoci simili interrogativi?

Forse dovremmo invece adattarci ad un sistema più grande che già esiste e che ha le sue regole. Forse contribuire senza discutere a questo sistema esistente produrrebbe più frutti che cercare di valutarlo e di cambiarlo. Il bisogno di evoluzione ci spinge in avanti e non ci sono modi per fermarla. Sicuramente un dialogo aperto e continuato può unire la tradizione con l’evoluzione, favorendo un processo che sia collaborativo e non conflittuale. Ma quanto gli interessi in gioco rendono possibile questo dialogo? E’ più facile ed immediato cercare di esercitare un controllo che impedisca di allontanarsi troppo da ciò in cui crediamo e da ciò da cui dipendiamo. “Dialogo aperto e costruttivo” e “chiusura rigida nel sistema esistente” sono le due polarità all’interno del quale possiamo muoverci.

Il tuo compleanno, potrebbe essere l’occasione adatta per fare il punto della situazione. Ora ascoltami, ogni giorno è il tuo compleanno, perché ogni giorno è quello giusto per la tua nascita. Non quella fisica, quella ricorre in una data precisa. La tua nascita come persona impegnata nel compiere la tua propria vita. Non per niente si parla di rinascita, perché la prima nascita è avvenuta troppo passivamente e troppo inconsapevolmente per poterla considerare l’inizio della tua esistenza. E’ stata solo la grande occasione che hai già avuto e che  ti ha portato fino a qui: ora realizza il dono che può diventare per te essere vivi.

Un abbraccio

Enrico Loria

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