Straniero tra la folla

Movimento Psicospirituale

Straniero tra la folla - Cap. 30

Sono io che amo, la mia missione, la mia vita, mia madre, mio fratello, mio figlio, il mio prossimo, il mio uomo, la mia compagna, mio padre. L’amore sgorga da dentro e rende sublime il mio esistere, preziosa la mia esistenza, meraviglioso il mio cammino. Nell’amore tutto va bene mentre nulla è a posto. In questa terra molte cose non vanno come dovrebbero e la vita appare a volte assurda: l’amore stenta a venir fuori, ma quando questo accade tutto diventa delizioso. L’amore lo viviamo quando la nostra sensibilità è diventata così grande che guardiamo l’altro e capiamo la sua condizione umana, quando riusciamo a vederlo: essere visti è anche essere amati. L’amore è quando guardiamo noi stessi e capiamo la nostra storia. Il bisogno di esistere e di essere amati infatti non dipende dal merito, ma dal fatto di essere vivi.

Vorremmo conquistare l’amore con le nostre forze e le nostre capacità, mentre l’amore è un dono che prescinde da tutto. Ogni essere vivente è amabile ed è capace di amare. Amare ed essere amati non dipende dalle nostre qualità e dai nostri limiti umani. Fin da piccoli possiamo esserci resi conto che il sentimento d’amore, come esperienza di pace e di gioia interiore incondizionata, ce lo portavamo dentro nei diversi luoghi, nei cortili, nel gioco, nella solitudine, non dipendeva da quello che avevamo intorno. L’amore vive sempre dentro di noi in tutte le situazioni. Sentire l’amore dentro di sé fin dall’infanzia, nonostante tutte le difficolta e la precarietà della vita, è fondamentale per il nostro equilibrio.

Se non siamo stati propensi a questo contatto con noi stessi nell’infanzia, quando arriva l’adolescenza e la maturità sessuale con le modificazioni corporee e l’insorgenza delle pulsioni, tendiamo a credere che l’amore sia legato alla sessualità. Cominciamo a percepire noi stessi come frammentati, come se il nostro valore fosse legato alle diverse parti del nostro corpo e non al suo insieme che ci rappresenta come persone. Non ci sentiamo amabili ma siamo pur sempre fisicamente desiderabili, quindi andiamo avanti percorrendo il sentiero sbagliato, ovvero cercando unione senza essere veramente uniti dentro e fuori.

Federica (è un nome a caso) da bambina aveva subito le attenzioni di un adulto della famiglia. Aveva scoperto in modo intempestivo e inadeguato l’importanza del suo organo genitale, nel senso che aveva capito quanto un uomo può desiderarlo. Questa scoperta ovviamente non era stata integrata con una visione di sé e dell’altro complessiva ed armonica. La memoria di questo vissuto condizionava la sua vita adulta: la sua visione delle relazioni si basava su un pregiudizio maturato in conseguenza delle sue esperienze infantili di abuso della sua integrità psicologica.

L’amore si manifesta pienamente e spontaneamente nella sessualità. Visto quanto è sublime fare l’amore, se non siamo capaci di mantenere un livello così elevato di spontaneità e bellezza facciamo il copia ed incolla, cercando poi la sessualità senza badare all’amore. Perdiamo di vista l’importanza di coltivare la relazione d’amore per procurarci frettolosamente un piacere che sia collegato anche ad una gioia che poi invece non arriva mai. Saltiamo le tappe della nostra umanità bisognosa d’amore per arrivare al traguardo senza nutrimento, ovvero sempre più deprivati d’affetto e di stima per noi stessi e per l’altro.

Fermarsi e recuperare la nostra integrità profonda, il nostro amore, che è sempre alla nostra portata, è fondamentale in tutti i cammini psicologici e spirituali. La psicospiritualità si offre al mondo come servizio per il benessere profondo delle persone, al di là di tutte le difficoltà e nonostante tutto.

Un abbraccio

Enrico Loria

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